Metodo

  • Approccio analitico

    lo studio del canto può essere conseguito dallo studio separato delle sue singole componenti
  • Voicecraft EVTS

    il parere autorevole di Antonio Juvarra, docente di canto tra i più esperti
  • Approccio olistico

    lo studio del canto può essere effettuato solo considerando il fenomeno «canto» nel suo insieme, senza suddividerlo nelle sue componenti
  • La respirazione: appoggio e sostegno diaframmatico

    alla base del canto, è un concetto in realtà molto semplice attorno al quale nell'ambito del canto moderno è stata fatta molta confusione

Novità

(vedi archivio)
(nascondi archivio)

Pagine utili

Spunti di riflessione

  • Tecnica o “Cuore”?

    Ma è vero che studiare limita la capacità di trasmettere emozioni?
  • Insegnanti da evitare

    Identikit dell' insegnante che finge di insegnare
  • Cantare è semplice

    Imparare a cantare non è complicato, caso mai è impegnativo
  • Lezioni e risultati

    Non le “solite” lezioni, ma un'esperienza totalmente differente…
  • Lezioni su Skype

    Quando utilizzare i mezzi di video conferenza per evitare spostamenti impegnativi
  • Scuole di canto

    quando preferire un insegnante privato
  • Come cantare meglio?

    riuscire a cantare meglio non è difficile e non ci vuole neanche tanto tempo: è tutta questione di trovare qualcuno che ti indirizzi verso l'idea giusta

Quale dovrebbe essere il modo più giusto per imparare a cantare? E con quale insegnante?

«E' tutta una questione di approccio: le differenze, e le conseguenze, possono essere notevoli.»

Il gioco del puzzle: l'approccio analitico-meccanicistico

Imparare a cantare non è come montare un puzzle. Comprendere la “meccanica della voce” (es. Voicecraft EVTS) non equivale ad imparare a cantare, così come comprendere l'anatomia e la meccanica della mano non corrisponde ad imparare a suonare il pianoforte Ad esempio, qualcuno potrebbe dire: prima ci si deve dedicare esclusivamente ad imparare un aspetto della materia “canto”, poi esclusivamente ad impararne un'altro, e via via così, ed alla fine si mette insieme il tutto…
Volendo ipotizzare, ad un principiante si potrebbe profilare un percorso che inizi dalla respirazione, dedicando i primi mesi dello studio unicamente ad esercizi appositi; si potrebbe poi proseguire con lo studio approfondito dell'organo fonatorio e la ricerca della padronanza delle sue diverse parti tramite opportuni esercizi e vocalizzi; una volta stabilito un certo controllo tecnico ed acquisita una sufficiente consapevolezza fisica, iniziare ad applicare la tecnica alle canzoni; ed infine, introdurre la componente emotiva e semantica con lo studio della interpretazione.
La verità è che non si può imparare a cantare allo stesso modo con cui si costruisce una automobile, assemblando diverse parti prefabbricate.
O meglio, si potrebbe anche fare, ma alla fine come canteresti? In modo meccanico, puoi ben crederci!
Purtroppo non siamo una macchina, e nemmeno un computer: per fortuna siamo molto di più!
Meglio allora approfittarne.

Considerare una cosa per ciò che è nel suo insieme: l'approccio olistico

Meglio approcciarsi allo studio considerando il canto come una unica entità, invece di cercare di sezionarlo e suddividerlo. Ogni sua parte ha bisogno delle altre per essere cosa viva e pulsante! Fin dalla nascita, siamo naturalmente predisposti ad imparare “per processi paralleli”.
Per esempio, nessuno ci ha spiegato come camminare, abbiamo imparato un pò per istinto e un pò per imitazione. Non abbiamo imparato a camminare affrontando prima un aspetto del problema e poi un altro, ma affrontandoli un pò tutti quanti insieme, in parallelo. Pur essendo stato un processo certamente faticoso ed impegnativo, non è mai risultato concettualmente complicato, tuttaltro: tutto è avvenuto in modo naturale.
Nessuno ci ha spiegato i principi teorici della fisica che regolano l'equilibrio, e non abbiamo nemmeno dovuto imparare le formule della robotica utilizzate per muovere un arto meccanico. Non sapevamo nemmeno di avere dei muscoli, dei tendini e delle articolazioni.
Abbiamo imparato e basta.

Imparare a cantare: imparare… e basta!

Allo stesso modo, imparare a cantare, pur restando una cosa impegnativa, è relativamente semplice. Non abbiamo bisogno di imparare tanti concetti astratti, e non abbiamo nemmeno bisogno di confrontarci con le “figure obbligatorie” del Voicecraft. Anche la respirazione diaframmatica (questa misteriosa…), è concettualmente molto più semplice di quanto molti credano e di come certi insegnanti o certi video su YouTube spieghino.
Il fatto è che alcuni “venditori di fumo” (leggi: insegnanti senza particolare competenza in campo canoro e/o didattico, veri e propri “re nudi”) si accaniscono nel complicare la materia per nascondere nella nebbia della complessità le proprie mancanze e la propria incompetenza; ed alla fine forse insegnano “qualcosa”, ma di certo non a “cantare” nel senso completo del termine.
Anche se alcuni cercano di convincerti del contrario, non dimenticare mai: cantare è semplice, non occorre crearsi inutili complicazioni. Per certo, imparare a cantare è impegnativo: ma l'obiettivo deve essere sempre la ricerca della semplicità Che meraviglioso potere risiede nella natura: le cose «succedono e basta», perchè le regole sono già state scritte nella natura stessa.
Così come un sasso cade in uno stagno, e un bambino si alza e impara a camminare, allo stesso modo… tu puoi imparare a cantare!
Non bloccare la natura che c'è in te, evita di pensarci troppo. Lascialo succedere. E basta.
Altri insegnanti, in verità più scienziati che artisti, vanno invece a complicare le cose per puro piacere di ricerca intellettuale e celebrale; il fatto purtroppo è che un approccio al canto molto scientifico e tecnico, soprattutto per un allievo all'inizio dei propri studi, può andare a discapito della spontaneità e dello sviluppo della componente interpretativa ed emozionale… ahimè, con limitate possibilità di recupero in futuro.
Non si vuole qui fare un “elogio all'ignoranza”: un approfondimento su basi scientifiche può essere invece indicato per chi, già in grado di cantare, desideri comprendere meglio i meccanismi di funzionamento del proprio organo fonatorio. In fondo, sapere è potere: è però una questione di saper assegnare le giuste priorità, dosando tempi e modi.
In questo variegato ed articolato panorama, la realtà rimane sempre e comunque la stessa: imparare a cantare non è complicato, sono tutti concetti relativamente semplici e naturali. «Imparare e basta» è possibile, così per cantare come per camminare. E' comunque necessaria la presenza di un valido istruttore a cui ispirarsi, che sappia trasmetterti l'approccio, indicarti il cammino, e che sia anche in grado di dimostrare con esempi comprensibili e concreti ciò che ti vuole insegnare. Ci vogliono poi molto studio, tempo e dedizione; e, soprattutto, non esistono “metodi alternativi” che possano essere intesi come facili scorciatoie in considerazione del fatto che alla fine si canterà con un microfono: le basi derivate dal canto lirico, usate con intelligenza, restano sempre valide ed applicabili senza difficoltà alcuna al canto moderno, e l'operato professionale di Cheryl Porter ne costituisce testimonianza e conferma.

Detto questo, chi dovrà scegliere il tuo prossimo insegnante? Tu!

Per il tuo bene, non lasciarti influenzare dagli altri: per loro parlare e dire una cosa piuttosto che un'altra è molto facile, tanto le eventuali conseguenze le pagherai tu sulla tua pelle. Usa invece la tua testa e giudica tu stesso, una scelta così determinante per il tuo futuro falla tu. Non lasciare che gli altri decidano per te.
Se tu stai cercando un insegnante bravo, deve essere qualcuno che sappia anche cantare bene.
Lui non potrà mai insegnarti quello che non sa fare. Non lasciare che lui ti “insegni” i suoi difetti, le sue paure e i propri limiti! Se tu vuoi diventare un cantante “davvero bravo” allora devi cercare un insegnante che non abbia soltanto talento e passione nell'insegnare, ma che sappia anche cantare “davvero bene”.
Purtroppo la passione da sola non basta.
Poco importano il sentito dire, dove o con chi il tal insegnante ha studiato o le certificazioni che egli ha conseguito, dove egli ha cantato o «per chi ha fatto da corista», le apparizioni in televisione, le targhe, i diplomi, le lauree, dove insegna e le cattedre ricoperte in conservatori o accademie, se poi lui non è capace di… cantare come si deve! O se il suo modo di cantare non ti piace.
Sgombra allora la tua mente da tutti questi inutili condizionamenti, vai invece a cercarlo su YouTube, chiudi gli occhi e ascolta come lui canta e giudica tu stesso usando esclusivamente la tua testa, il tuo gusto ed il tuo istinto.
Prima di decidere, accertati che non si tratti di un «illustre sconosciuto»: fai qualche ricerca su Google e su YouTube per raccogliere maggiori informazioni sull'insegnante, e, soprattutto, per ascoltare e guardare come canta e per osservare la sua presenza scenica.
Se l'hai trovato, ti sembra che abbia tanto talento? Sa spaziare da un genere all'altro oppure trovi che canti noiosamente tutto alla stessa maniera? Quando canta ti sembra che stia cercando forzatamente di avere certe sonorità o di assomigliare a qualcuno, oppure ti sembra un interprete naturalmente originale ed interessante? Ti piacciono le qualità del suo timbro di voce? E soprattutto, senti che la sua voce comunica qualcosa di importante? Emette lui carisma e una forte personalità?
Infine, la domanda più importante: ti piacerebbe tanto poter essere un giorno come lui?
Se la tua risposta è “Sì, abbastanza”, vuol dire che non ci siamo, perchè sai di aver bisogno di qualcosa di più.
Se la risposta è “Sì, tanto”, metà del processo di scelta è stato fatto; resta da vedere se lui abbia del talento anche come insegnante, ma questo potrai capirlo solo iniziando a frequentare qualche lezione…
Dopo averlo frequentato un pò, fatti qualche altra domanda: ti piacciono le sue lezioni? Ti piace il suo modo di spiegare? Senti che stai imparando qualcosa di concreto, e che stai migliorando di lezione in lezione?
Se quello che avverti è un senso di confusione, sappi che non è colpa tua, ma è lui che non è capace di spiegarti delle cose che in realtà sono molto semplici. Cantare non è complicato!
E se non osservi particolari miglioramenti dopo tre lezioni, significa che devi cambiare insegnante.
Ricorda: non sottovalutare mai tuo istinto e decidi di conseguenza.

Perchè è importante che sia tu stesso a giudicare e scegliere?

Potresti pensare di non avere la competenza per farlo, in fondo tu sei qualcuno che vuole imparare, mica un esperto! E, giustamente, preferiresti mantenere un atteggiamento di umiltà.
Purtroppo, al giorno d'oggi non è più possibile fidarsi come si poteva qualche decennio fa; molte cose sono cambiate in poco tempo, e la mediocrità e l'incompetenza hanno talvolta approfittato della confusione generata dai repentini cambiamenti per inserirsi in posizioni di rilievo nel panorama della didattica del canto.
Mai come oggi è meglio non fidarsi di niente e di nessuno, sia che si tratti di omologazioni (cioè cattedre, certificazioni o altre posizioni ufficialmente riconosciute), di informazioni ricevute dai media, o di opinioni altrui; mai come oggi è consigliabile tenere occhi ed orecchi aperti e il cervello sempre ben acceso, ragionare con la propria testa e fidarsi delle proprie orecchie, dando sempre retta al proprio istinto.
È importante. In fondo ne va del tuo futuro, e questa vita la si vive una volta sola.
Perciò, nella vita, ricerca e pretendi sempre il meglio! Te lo meriti.

La miglior vocal coach in Italia: Cheryl Porter Cheryl Porter: apprezzata vocal coach ed eclettica cantante concertista solista

Il ruolo del Vocal Coach

Come vocal coach o preparatrice vocale, Cheryl Porter rappresenta in tal senso sicuramente la scelta ideale: il suo approccio “parallelo” e “globale” alla didattica del canto è volto a curare ogni aspetto della performance, dalla tecnica ed impostazione vocale, alla qualità della emissione sonora, alla articolazione della frase, alla pronuncia, fino ad arrivare all'interpretazione intesa sia in senso vocale che di presenza scenica.
Il metodo di insegnamento, fortemente improntato ad evidenziare gli aspetti e gli sviluppi pratici di quanto si sta studiando, porta sempre risultati immediati accompagnati da un ottimo apprendimento ed una rapida crescita.
Lo scopo finale di tutto il lavoro svolto è quello di ottenere dalla propria performance il massimo possibile, sotto ogni aspetto.

Che fai? Prendi o… Lasci?